Triangolare | Giuseppina Carrera

Uso il termine triangolare prendendolo, un po’ arbitrariamente, in prestito dalla topografia, semplicemente perché trovo affascinante la geometria e il lavoro che facevano i topografi e gli astronomi prima che arrivassero i satelliti. E lo utilizzo per poter guardare in un modo inconsueto ad una sensazione molto comune, quella di sentirsi persi, che può voler anche dire confusi, dubbiosi, disorientati. In questi casi possiamo esprimere il nostro stato d’animo dicendo: “non so più dove sono”.

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Se mi sono persa, come posso ritrovare la strada? Sono convinta che un primo passo possa essere cercare almeno due punti di riferimento fuori da me, proprio come si fa in topografia, per costruire una mappa della porzione di spazio vitale con cui sono in contatto in quel momento. Se trovo due punti fuori da me, e uso me come terzo punto, posso creare un primo spazio in cui posizionarmi, un punto da cui guardare gli altri due: il triangolo è la figura geometrica piana più semplice, e disegna uno spazio preciso. E da lì posso partire per trovare altri spazi, altri punti di riferimento, mete, percorsi, sentieri e così via. Solo quando so dove sono, posso sapere dove andare.

Così quando sono in crisi o parlo con qualcuno in crisi chiedo spesso: quali sono i tuoi due punti di riferimento principali in questo momento? Se pensiamo che ci sia solo un punto, facilmente ci sentiamo persi, confusi e senza un posto preciso dove stare e magari riposare e ascoltarsi. Allora vale la pena di indagare: ci sono altri punti di riferimento? Qualcosa che magari diamo per scontato? Sempre presente cosicché non ci rendiamo conto che esiste? Come la Musica delle Sfere degli antichi, un suono continuo prodotto dall’Universo, che non è udibile, perché sempre presente?…

viaTriangolare | Ascoltarsi : Giuseppina Carrera.